Nulla

Storiella

19 luglio 2010

L'esplosione di una bomba atomica

Un uomo si guarda nel suo abito grigio e dice quello sono io. Il sarto di Loro Piana aggiunge no quello sono io. Ogni lavorante antecedente l’indossamento dell’abito da parte dell’uomo, il cardatore, il grossista, il rivenditore, la stessa signora della tintoria, chi altro vi venisse in mente, afferma la stessa cosa. Quella che inizialmente è solo una caciara di voci, ben presto diventa una zuffa, una rissa, durante la quale il doppiopetto va distrutto. Ma quello son io, il lacero residuo di un capo impeccabile.

Una donna fa altrettanto. Osserva ogni sentimento l’umanità provi, da quello più nobile a quello più inconfessabile, e dice quello son io. Si confonde non nel senso di sbagliarsi ma in quello di mimetizzarsi, di contaminarsi, con l’amore e la rabbia, con l’odio e la compassione, con il coraggio e la vanità, in un crescendo di ribollimenti sanguigni che preludono a un’esplosione.

[Continua a leggere >>]