Oriana Fallaci

Lezione di intervista 6: dal generale al particolare

3 settembre 2016

Mentre parlavo ai ragazzi e già raccoglievo le loro prime domande, rapidamente, quasi con solo colpo d’occhio prontamente colto, ho invitato la mia fedele regista in sala, Irene Misusan, a far saltare la diapositiva seguente che ci avrebbe fatto perdere troppo tempo, rischiando di non farci rientrare nell’orario stabilito.

Avendo però qui spazio la illustro. Si intitolava “Sul filo del rasoio” e mostrava, almeno fino al minuto 1:37, un video, questo:

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Rai: di tutto, di più

20 settembre 2010

Il logo della Rai

La Rai assume, ma la mia iscrizione all’Albo dei giornalisti dal 1983 e il mio curriculum non gli piacciono. Son nato troppo tardi per entrare nel servizio pubblico radio televisivo con la tessera del Pci che per un po’ ho avuto in tasca e troppo presto per avvalermi dell’unica tessera che, oltre a quella dell’Anpi, mi è rimasta nel portafogli: quella appunto dell’Ordine dei giornalisti.

Conditio sine qua non per partecipare al concorso è di esser nati dopo il 1974 e io quell’anno avevo già deciso cos’avrei voluto fare da grande. Ti chiedono anche d’esser laureato e io questo requisito ce l’avrei, anche se ho sempre sostenuto che non sia questo quello che fa di uno un giornalista: come scriveva Karl Kraus, e l’ho già citato, è non avere un’idea e saperla esprimere il requisito fondamentale. Come scrive Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi, se fossero vivi Biagi e la Fallaci, non gli darebbero questa opportunità e anche Giorgio Bocca è doveroso si tenga alla larga.

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Patti Smith after 30

23 febbraio 2010

Questo il testo originale dell’articolo pubblicato da “Il Manifesto”, edizione di Firenze, il 13 settembre 2009, dopo il concerto di Patti Smith, 30 anni dopo.

Giovedì prossimo Firenze ospita, in piazza Santa Croce, un concerto di Patty Smith, a 30 anni di distanza da quello che la rock star americana tenne, nell’ambito della festa dell’Unità, allo stadio Artemio Franchi.

Gabriele Capelli, leggendario ed indimenticabile caporedattore dell’Unità di Firenze, mi spedì lì, insieme ad altri colleghi, a scrivere del concerto benché fosse solo da un anno che collaboravo, senza dignità di firma, al giornale: tuttavia ero un “figgicciotto” “fricchettone” e questo era un buon motivo per farmi scrivere.

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