Palestina

È l’ora della pace. Ora

19 luglio 2014

L’infezione è ad ora inarrestabile. E si propaga con la velocità e le dimensioni di un’epidemia. Il virus dell’odio appare al momento resistere ai blandi, vani, disperati tentativi della ragionevolezza, divenuta sterile come un antibiotico del quale si sia abusato e contro il quale siano state innalzate poderose barriere difensive.

Assisto smarrito e dolorante a questa peste. Senza tuttavia esser disposto a capitolare, a rinunciare alla mia indisponibilità a schierarmi in una guerra combattendo nella quale, indipendentemente dallo schieramento scelto, si può essere solo perdenti, sconfitti, vinti.

Non sto né con Israele né con la Palestina, ma, più esattamente, non sto assolutamente contro Israele o contro la Palestina come condizione per stare a favore di una, perché io sono a favore di entrambe e mi oppongo semmai solo alle spinte che dall’una e dall’altra parte fomentano il conflitto, ad ogni azione o reazione o reazione alla reazione che produca ancora guerra anziché finalmente pace.

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