Paola Cerana

Paola e i 5 sensi

27 aprile 2013

Paola Cerana

Scrive nel suo blog : «Sono un’Anima in … penna, a spasso nel mondo per assaporarlo».

Spiega di occuparsi di psicologia, filosofia, neuroscienze, letteratura, viaggi, fotografia, natura, animali. Tace della sua attenzione per il cibo, gli alimenti, gli ingredienti, le sostanze, e più esattamente per tutto ciò che eccita i cinque sensi, gli odori, i suoni e i rumori, i sapori, ruvidità e morbidezze, colori, luci e allucinazioni. Campi nei quali si muove con gran disinvoltura andando a pescare curiosità che divulga con semplicità e capacità di farsi comprendere.

Ha un torto e gliel’ho detto: spesso scrive per passione e senza compenso, delegittimando un mestiere e creando per altri rendite di posizione esentasse. S’è cimentata nella narrativa come facevano Fruttero e Lucentini, per lo più in coppia, scegliendosi come partner letterario Vittorio Salvati con il quale ha dato alle stampe Il Diario proibito di Adamo & Eva (Ed. Sabinae, 2011) e soprattutto, quando non c’erano ancora né le sfumature di rosso né quelle di grigio, Schegge d’amore rosso dieci (Ed. Sabinae, 2010), un thriller psicoerotico che probabilmente piacerebbe a Woody Allen.

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Laboratorio piacere

7 novembre 2010

Paul Bloom

L’argomento è interessante. Volendo piacevole. Ma contraddittorio, assurdo. Si può, infatti, far scienza sul piacere? Non vivono – la scienza e il piacere – su due mondi diametralmente opposti? Non hanno linguaggi che risultano reciprocamente incomprensibili?

Non dico che non si possa provar piacere fra una provetta e un algoritmo o che non si possa, come le neuroscienze fanno da tempo, indagare sull’amigdala e il rinencefalo, ma le ebbrezze, i fremiti, gli sdilinquimenti sono catalogabili come si fa con gli elementi nella tavola di Mendeleev? Ci si può abbandonare con strumenti di precisione in mano o in ambienti asettici dai quali sia esclusa ogni contaminazione che modifichi i presupposti di partenza, secondo protocolli universalmente riconosciuti e soprattutto è possibile riprodurre due, tre, duemila volte quell’abbandono e l’estasi che ne consegue?

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