Paola Jarack Bedarida

L’ultimo incontro col libro

7 gennaio 2011

Anna Benedetti

Direi che l’11 febbraio si conclude un ciclo. Quel giorno l’amico e vice presidente del Senato Vannino Chiti presenta alla Biblioteca delle Oblate, nell’ambito di Leggere per non dimenticare, la prestigiosa rassegna organizzata da Anna Benedetti, la mia raccolta di racconti Sempre più verso Occidente pubblicata da Baskerville.

È passato più di un anno da quando Maurizio Marinelli, direttore editoriale della casa editrice bolognese, mi ha consegnato la prima copia di quello che per molto tempo era stato solo un sogno. Quel giorno, le parole che avevo scritto nel corso del tempo, avevano finalmente trovato il guscio nel quale stare, la loro forma compiuta, fatta di carta, inchiostro, colla, fili.

Ho avuto occasione di presentarlo a Firenze, alla libreria Libri Liberi, con Pasquale Mennonna, Italo Dall’Orto che ne ha mirabilmente letto alcuni brani in pubblico e Tiziano Mealli e i suoi allievi del conservatorio. Fu una festa con gente che sembrava davvero contenta di essere lì. Poi a Pistoia, con Vannino appunto, Dario Longo e Massimo Biagi allo Spazio di via dell’Ospizio. Al circolo letterario di Gianni Conti con Paolo Vannini e Carla Edigati a Sesto Fiorentino, poi alla festa del Pd di Montale con Alessandra Pastore, alla comunità ebraica di Livorno con Alessandro Cosimi e Paola Jarack Bedarida, al Comune di Arezzo con Tito Barbini e Claudio Repek, ai bagni Milena di Viareggio con Aldo Rosati e Titti Maschieto, a Siena con Roberto Barzanti anche se lì poi la presentazione non c’è stata, e al Festival del cinema delle donne all’Odeon con Simon Dynys, a Fucecchio alla Fondazione Montanelli con Stefano Tesi.

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A Siena con Barzanti

1 novembre 2010

Roberto Barzanti

Ora tocca a Roberto Barzanti. Dopo Pasquale Mennonna, Vannino Chiti, Gianni Conti, Tito Barbini, Paola Jarack Bedarida, Alessandro Cosimi, Stefano Tesi, è quel caleidoscopico ed estroverso personaggio di nome Roberto Barzanti che si è preso la briga di presentare il mio libro a Siena.

Lo farà giovedì 11 novembre alle 17.30 alla libreria Gulliver Mondadori di Siena (Via dei Montanini, 112, tel. 0577 281658) e per questo devo ringraziare Ilaria Buselli e, per suo tramite, la sua amica Benedetta Scognamillo.

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E se ma?

3 agosto 2010

Sono uno scontento cronico, è vero. Perciò un rompiballe. Mai soddisfatto. Paola Jarack Bedarida, quando sono stato a Livorno a presentare i miei racconti, ha detto che un ebreo è uno che spacca il capello in quattro e poi di nuovo in quattro. Direi che io ho un bisturi e faccio di peggio. Se questo significhi che anch’io sono ebreo come qualcuno ha ipotizzato in quell’occasione o solo un rompiballe, non so e sia chiaro ho conosciuto ebrei che tutto sono fuorché rompiballe, per cui non ci si costruisca sopra un nuovo pregiudizio.

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