Philippe Delerme

Piccole fini del mondo

9 ottobre 2016

Scrivi dunque le cose che hai visto,
quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.
Giovanni, Apocalisse, 19

La fine dei mondi, anziché quella del mondo. È la tesi di fondo che – scartabellando per anni la cosiddetta letteratura apocalittica, costituita di basilari testi filosofici e di altrettanto imperdibili libri di narrativa – ho sostenuto in un saggio senza fine che – al posto di quella sul pensiero morfologico in Goethe, Spengler e Wittgenstein – avrebbe dovuto essere in origine la mia tesi di laurea, poi divenuto, sacrificandone numerose parti, il libro Apocalisse il giorno dopo. La fine del mondo fra deliri e lucidità, pubblicato dalla Baskerville di Bologna nel 2012 all’alba della fatidica data nella quale saremmo stati spazzati via tutti da un asteroide la cui orbita avrebbe centrato in pieno il pianeta.

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Reminescenze

8 marzo 2011

Un gettone telefonico

In molti, su Facebook, hanno pubblicato o stanno pubblicando un piccolo video che ricorda i trastulli più o meno seri di quelli che, anno più anno meno, appartengono alla mia generazione. Il video è facilmente riconoscibile perché la prima immagine è un ormai introvabile gettone telefonico, l’unico modo con cui un tempo si poteva chiamare casa da fuori, quello con cui all’inizio telefonavo a l’Unità per dettare i miei articoli se mii trovavo lontano dalla redazione o da una sezione del Pci, e dall’altra parte c’era una dimafonista come la Tamara.

La galleria di reminescenze potrebbe ispirare qualche altro Philippe Delerme che qualche anno fa, nel 1997, scrisse, a mio parere sulla scia del sapore della Madaleine di Proust, con brio e attenta osservazione, La prima sorsata di birra altri piccoli piaceri della vita.

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