politica

Scrivere di politica

15 settembre 2010

Manifestazione alla Fiat di Pomigliano

Qualcuno mi ha chiesto come mai scrivo così raramente di politica. Io non so se sia effettivamente vero, ma la risposta che ho dato prendendo per buono quel che mi veniva detto, è che se ne scrive già tanto e lo spazio per dire qualcosa di originale non è molto. Bisognerebbe precisare: lo spazio per dire qualcosa di originale non è molto nei termini in cui si ragiona e si scrive oggi di politica. O almeno è uno spazio che mi piace poco, nel quale non mi trovo a mio agio. Il battibecco, l’ingegneria, lo stuporone, il buco della serratura, il cicaleccio non sono il mio forte.

Vorrei leggere e scrivere di cose che succedono e di gruppi o partiti o anche uomini della politica che hanno qualcosa da dire su quelle cose che succedono. S’è fatto un gran parlare, e non dico che non abbia un senso, sul lacrimogeno finito sul palco di una festa del Pd. Fatto esecrabile e giustamente chi l’ha esecrato è nella ragione. Lo si è ricordato quando a un’alltra festa è stato contestato un docente universitario che è di sinistra ma con posizioni che non piacciono a molti di sinistra.

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Prospettive ottiche

17 luglio 2010

Che differenza fa chi è il carcerato, se c’è un carcerato? Oh, no, non sono certo io a pensare che i reati non vadano puniti, quando son stati commessi. Anzi, sono perché la pena, oltre ad essere adeguata, sia certa. Ma l’interrogativo verte altrove, alla convinzione che si ha in fondo all’animo, se la reclusione ci appartenga o meno. La risposta a quella domanda, come ad altre analoghe, fa la differenza tra una politica tutta pratica che non può rinunciare agli istituti di pena e alla sicurezza dei cittadini ed una politica anche ideale che guardi in alto, dove i reati non han ragione d’essere commessi e di conseguenza le condanne non han ragione d’essere comminate.

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Due pesi, due misure

29 aprile 2010

All’indirizzo http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2010/03/26/e471cc41366bf0ba212b55f656e714e9_retribuzionidirigentifebbraio2010.pdfsi può  sapere quant’è, ancora per poco, il mio stipendio lordo (Ne allego il pdf, dovesse un giorno esser soppresso il sito della Regione).

La homepage del sito istituzionale di Regione Toscana
La homepage del sito istituzionale di Regione Toscana

Se n’è servito l’avvocato della mia quasi ex moglie per convincere il giudice a spremermi ben bene e farmi boccheggiare più di quanto non voglia il mio enfisema polmonare. È trasparenza amministrativa e fa bene la Regione Toscana a metterci in piazza, mica come fa la massoneria con le sue liste degli iscritti alle logge. Peraltro pubblica anche i nostri curriculum, dai quali si evince facilmente se sappiamo fare o meno il nostro mestiere.

La qualifica di direttore non è valutata nella definizione dei minimi sotto i quali gli editori non possono andare nei rapporti di lavoro con i loro giornalisti, così come previsto dal Contratto nazionale. L’ultima “pesata” è quella d’un caporedattore che, altre indennità a parte con cui va ben oltre questa cifra, ha diritto ad almeno 2.404 euro netti al mese.

Ai direttori delle Agenzie di informazione della Giunta e del Consiglio vien chiesto per legge, oltre che di fare i direttori, di svolgere anche tutte le mansioni di un dirigente regionale, comprese tutte quelle beghe che si traducono in decreti e de-cretini, coi quali è facile scivolar nel mirino della Corte dei Conti o della Magistratura, magari per una svista, un’incomprensione complessiva della legge. Ma il loro compenso – considerato che dal lordo van giustamente tolte alla fonte le tasse ed ogni altro balzello, evitando così qualunque forma di evasione fiscale che insieme all’esercizio del voto e al rispetto del codice penale è ciò che ci trasforma in appartenenti a una comunità chiamata Stato, assomigliante al Leviatano di Hobbes – nemmeno sfiora quello che in una qualunque redazione percepisce il più giovane dei caporedattori. [Continua a leggere >>]