psicanalisi

Lo psicanalista nella favelas

19 ottobre 2016

Eduardo Mandelbaum

Questo il mio articolo pubblicato sul “Sole 24 Ore Sanità” di questa settimana:

Intervista allo psicanalista argentino Eduardo Mandelbaum fondatore dei “Gruppi multifamiliari”

Ascolto, rispetto, affetto: la psicanalisi si fa «integrativa»

Intervista allo psicanalista argentino Eduardo Mandelbaum fondatore dei “Gruppi multifamiliari”Ascolto, rispetto, affetto: la psicanalisi si fa «integrativa»Il suo “lettino di Freud” non è la celebre chaise longue disegnata nel 1928 da Le Corbusier. È un centinaio di seggiole nel salone del Municipio di San Isidro, uno dei “quartieri” bene di Buenos Aires, la capitale dell’Argentina che conta, con i sobborghi, quasi 14 milioni di abitanti, ed ha, all’ennesima potenza, tutte le contraddizioni sociali di una metropoli.

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Le ragioni dell’analisi

20 agosto 2016

Se in testa hai uno di questi tre pensieri, hai un buon motivo per andare in analisi:

1. Sto male

2. Forse son io che sbaglio, non gli altri

3. C’è qualcosa in me che non va

Peperoni

26 agosto 2010

I bravi psicanalisti sono come i peperoni: non li mandi giù.

Gian Luca e le lucciole

28 giugno 2010

Carl Gustav Jung

Gian Luca è il mio migliore amico. Da almeno quarant’anni. Può dirmi quello che vuole, sto ad ascoltarlo. E mi lascia libero di dire quello che voglio. Possiamo non essere d’accordo, ma ci vogliamo bene. Qualche sera fa, al fresco, dinanzi alle prime lucciole della sera, mi ha chiesto a cosa sia servito, a me e ad altri che hanno intrapreso un percorso psicanalitico, se poi, dinanzi ad alcune situazioni, abbiamo reagito in modo simile a quello di tanti che quella strada non hanno intrapreso.

Gli ho risposto per me, non per altri. Che io quella strada l’ho percorsa e son contento di averla battuta. Che m’è costata e non tutto mi porto appresso nello zaino. Che però, benché non ne possa essere certo, non sarei stato lì con lui a parlare quella sera dinanzi alle lucciole se non avessi fatto anche quella strada. Forse non ci sarei proprio potuto arrivare. Ognuno si cura come può. Anzi, ognuno vive come può. Come meglio sa. E non c’è un modo migliore d’un altro. Solo il proprio. Si possono fare molti sbagli, direi che ognuno li fa. Averne consapevolezza, riuscire a guardarli, per quanto magra sia, è pur sempre una consolazione o un modo più pieno di star su questo pianeta.

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Torbati

23 febbraio 2010

Bisogna aver pietà degli anni intorbiditi dai torbati.