Rai

Mai troppo tardi

18 ottobre 2010

Copio da Wikipedia:

«Non è mai troppo tardi è il titolo di una trasmissione televisiva mandata in onda a cadenza giornaliera dalla RAI e organizzata col sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione.

Il programma era condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi (Roma, 1924 – Pitigliano, 1997), che ne era stato anche l’ideatore, e aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che avevano superato l’età scolare, ma che non ne erano ancora in grado. Si trattava di autentiche lezioni, tenute da Manzi a classi formate da adulti analfabeti, nelle quali venivano utilizzate le tecniche di insegnamento moderne, oggi potremmo dire “multimediali” giacché si servivano di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della felice mano del maestro Manzi che, con rapidi tratti di carboncino, disegnava efficaci schizzi e bozzetti su una lavagna a grandi fogli. Il linguaggio era semplice e piacevole e per nulla pedantesco.

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Rai: di tutto, di più

20 settembre 2010

Il logo della Rai

La Rai assume, ma la mia iscrizione all’Albo dei giornalisti dal 1983 e il mio curriculum non gli piacciono. Son nato troppo tardi per entrare nel servizio pubblico radio televisivo con la tessera del Pci che per un po’ ho avuto in tasca e troppo presto per avvalermi dell’unica tessera che, oltre a quella dell’Anpi, mi è rimasta nel portafogli: quella appunto dell’Ordine dei giornalisti.

Conditio sine qua non per partecipare al concorso è di esser nati dopo il 1974 e io quell’anno avevo già deciso cos’avrei voluto fare da grande. Ti chiedono anche d’esser laureato e io questo requisito ce l’avrei, anche se ho sempre sostenuto che non sia questo quello che fa di uno un giornalista: come scriveva Karl Kraus, e l’ho già citato, è non avere un’idea e saperla esprimere il requisito fondamentale. Come scrive Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi, se fossero vivi Biagi e la Fallaci, non gli darebbero questa opportunità e anche Giorgio Bocca è doveroso si tenga alla larga.

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