Romano Battaglia

Intervista all’Italia

27 settembre 2016

Questo è il testo dell’intervista immaginaria grazie al quale il 5 settembre 1981 vinsi il primo premio della sezione Giornalismo del Premio letterario Romena indetto dal Comune di Pratovecchio in provincia di Arezzo dalle mani di Romano Battaglia. Ne riferisco nel post intitolato Il mio piccolo Pulitzer.

Il tema che era stato assegnato ai concorrenti era: “Scusi, Lei giornalista, è un professionista od un dilettante, uno storico od un pettegolo? Sa… mi interessa: sono l’Italia”.

Scusi, Lei giornalista, è un professionista od un dilettante, uno storico od un pettegolo? Sa… mi interessa: sono l’Italia”.

Sono una persona che, pur di racimolare un milione, scrive un tema sulla sua domanda. Mi creda, Italia, io, prima di tutto sono questo.

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Il mio piccolo Pulitzer

23 settembre 2016

Il castello di Romena

In Casentino, per l’esattezza nel comune di Pratovecchio, c’è un castello, quello di Romena, di cui si parla nel canto XXX dell’Inferno.

L’accenno alla fortificazione Dante lo affida a Maestro Adamo, ospite in quel maniero dei Conti Guidi, che ne erano i proprietari, i quali lo spingono (e lui accetta) a falsificare monete sostituendo vili metalli all’oro, in misura d’un carato ogni otto, per trarne illecito profitto, peccato per il quale vien condannato ad un’insaziabile sete:

«Ivi è Romena, là dov’io falsai
la lega suggellata del Batista;
per ch’io il corpo sù arso lasciai».

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Lezione di intervista 10: l’immaginazione al potere

14 settembre 2016

Edoardo Sanguineti

Terminata la parte seria della lezione ai ragazzi della scuola media di Inveruno, ho potuto introdurre l’illustrazione di un particolare tipo di intervista che, se fatta con preparazione e voglia di informare, non è affatto poco seria: l’intervista impossibile.

A questo genere giornalistico letterario – Primo Levi ne ha fatte di splendide: mi viene in mente Il gabbiano di Chivasso, In diretta dal nostro intestino:l’Escherichia coli, oltre al racconto che s’intitola proprio L’intervista, comparsi nel postumo L’ultimo Natale di guerra – mi ci sono avvicinato molto giovane leggendone una fatta da Edoardo Sanguineti, al quale poi, grazie alla comune amicizia con Aristo Ciruzzi, andando a trovarlo a Genova, tentai di chiederne una per il periodico universitario che dirigevo, Concentramentorenove, ricevendo ahimè un rifiuto motivato da ragioni di impegni già presi, ma la promessa che la mia successiva richiesta sarebbe stata comunque esaudita, una sorta di cambiale in bianco che non esitai a riscuotere, ottenendo un suo pezzo per l’Unità il cui dattiloscritto credo di conservare ancora e che un giorno forse dovrò tirare fuori dal cassetto.

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Interviste impossibili

29 maggio 2010

Edoardo Sanguineti

Avevo promesso di scrivere qualcosa di più su quel che mi legava a Edoardo Sanguineti che maledettamente ci ha lasciati. Avevo 20 anni, forse 21. Dirigevo già un giornale. Si chiamava Concentramentorenove, allusione alla scritta che concludeva i volantini con cui si chiamavano gli studenti medi e universitari a partecipare a un corteo, dandosi appuntamento, appunto alle 9, in piazza San Marco a Firenze. Era il periodico dei circoli universitari comunisti – distinzione netta dalla sezione universitaria del Pci – ed usciva come poteva e quando poteva. Ne uscirono 5 numeri e non farebbe male un giovane studente che volesse laurearsi in storia del giornalismo o in teoria e tecnica delle comunicazioni di massa a farci su una tesi, cosa che ho proposto al professor Carlo Sorrentino.

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