Simon Dynys

Alla libreria Cité

18 aprile 2011

Domani pomeriggio, alle 18.30, partecipo alla presentazione di un libro in una bella libreria fiorentina, la Cité Libreria Cafè in Borgo San Frediano 20r a Firenze. Di giorno lì gli studenti vanno a leggere o consultano cosa c’è negli scaffali, prendono un tè e conversano, dopocena fanno baldoria, di tanto in tanto ci sono corsi e vedi gente che balla o che suona e si va avanti fino a notte fonda.

Ma il libro è tutt’altro che pieno di spensieratezza. Di voglia di vivere sì, ma di spensieratezza no. Narra infatti l’esperienza di una donna che un giorno si spalma la crema da sole sulla spiaggia mentre i figli giocano davanti a lei e sente qualcosa al seno. È l’inizio della battaglia di un’amazzone contro un tumore alla mammella e il libro infatti si intitola così: Come un’amazzone.

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Un grazie particolare

9 gennaio 2011

In questo collage compaiono i volti delle persone che hanno presentato il mio libro nel corso del 2010 o hanno contribuito a che venisse presentato o, infine, hanno presentato il loro insieme a me. Li ringrazio infinitamente. Sono da sinistra a destra e dall’alto verso il basso: Alessandro Cosimi, Pasquale Mennonna, Titti, Maschietto, Carla Edigati, Aldo Rosati, Tito Barbini, Italo Dall’Orto, Tiziano Mealli, Paolo Vannini, Simon Dynys, Maurizio Marinelli, Stefano Tesi, Cristiana Schillaci, Massimo Biagi, Roberto Barzanti, Gianni Conti, Alessandra Pastore, Dario Longo, Vannino Chiti. Ci sono altri che hanno lavorato più nell’ombra e ringrazio anche loro.

L’11 febbraio alle 17.30 la prossima presentazione di Sempre più verso Occidente e altri racconti alla Biblioteca delle Oblate di Firenze nell’ambito di Leggere per nondimenticare.

L’ultimo incontro col libro

7 gennaio 2011

Anna Benedetti

Direi che l’11 febbraio si conclude un ciclo. Quel giorno l’amico e vice presidente del Senato Vannino Chiti presenta alla Biblioteca delle Oblate, nell’ambito di Leggere per non dimenticare, la prestigiosa rassegna organizzata da Anna Benedetti, la mia raccolta di racconti Sempre più verso Occidente pubblicata da Baskerville.

È passato più di un anno da quando Maurizio Marinelli, direttore editoriale della casa editrice bolognese, mi ha consegnato la prima copia di quello che per molto tempo era stato solo un sogno. Quel giorno, le parole che avevo scritto nel corso del tempo, avevano finalmente trovato il guscio nel quale stare, la loro forma compiuta, fatta di carta, inchiostro, colla, fili.

Ho avuto occasione di presentarlo a Firenze, alla libreria Libri Liberi, con Pasquale Mennonna, Italo Dall’Orto che ne ha mirabilmente letto alcuni brani in pubblico e Tiziano Mealli e i suoi allievi del conservatorio. Fu una festa con gente che sembrava davvero contenta di essere lì. Poi a Pistoia, con Vannino appunto, Dario Longo e Massimo Biagi allo Spazio di via dell’Ospizio. Al circolo letterario di Gianni Conti con Paolo Vannini e Carla Edigati a Sesto Fiorentino, poi alla festa del Pd di Montale con Alessandra Pastore, alla comunità ebraica di Livorno con Alessandro Cosimi e Paola Jarack Bedarida, al Comune di Arezzo con Tito Barbini e Claudio Repek, ai bagni Milena di Viareggio con Aldo Rosati e Titti Maschieto, a Siena con Roberto Barzanti anche se lì poi la presentazione non c’è stata, e al Festival del cinema delle donne all’Odeon con Simon Dynys, a Fucecchio alla Fondazione Montanelli con Stefano Tesi.

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Fra le amazzoni

7 novembre 2010

L'Amazzone ferita di Franz von Stuck

Non è uno pseudonimo. Da quello che apprendo navigando su internet, Simon Dynys si chiama davvero così. È nata in Messico da madre italiana e padre italo-polacco, da bambina ha girato il mondo seguendo il padre che faceva l’ingegnere, poi è approdata a Firenze dove si è laureata all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Si è poi trasferita a Milano e quindi a Piombino. Lì insegna in una scuola media materie artistiche.

La sua presenza martedì 9 novembre, alle 19, al Cinema Odeon di Firenze, alla manifestazione organizzata nell’ambito della trentaduesima edizione del Festival internazionale del cinema delle donne dalle Florence Dragon Ladyes – un’associazione di donne operate per un cancro al seno – è più sensata e giustificata della mia.

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