Università

Accesso alla professione

13 agosto 2010

Lo strumento con cui si fa l'esame da giornalista professionista

L’ultima incombenza che ho accettato di prendermi nelle vesti di direttore dell’Agenzia di informazione Toscana Notizie è stata quella di rendermi disponibile a far parte, in qualità di membro esperto, di una commissione di esame per l’assunzione di un addetto stampa in una prestigiosa istituzione locale toscana. Ho precisato agli altri membri della commissione che il mio ruolo pubblico sta per decadere e che posso mettere a disposizione l’esperienza, non la giacchetta. La prima, mi han detto, gli interessa.

Non è la prima volta che esamino candidati a questo mestiere. Ho assunto molte persone in vita mia, fin da quando, all’Unità di Firenze, in qualità di vice, Gabriele Capelli si fidava molto del mio giudizio e delle mie capacità di osservazione. Naturalmente qualcuno ho dovuto lasciarlo per strada o, in qualche caso, ostacolargli un’immeritata carriera. L’ho fatto in coscienza e credo di non essermi sbagliato. Penso che in questa professione la valutazione per titoli ed esami non sia appropriata. Nel rispetto delle leggi ci se ne deve servire, ma solo un sano tirocinio – quello che all’Ordine chiamano “praticantato” e tutti quanti “gavetta” – consente la scelta migliore, quella più professionale.

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