Utilitarismo

Due punti interrogativi

9 agosto 2010

Che cosa dovrebbe fare un cervello sollecitato da una domanda? La risposta più semplice e ovvia è: pensare alla risposta. Alla migliore delle risposte, quella più pertinente, sincera, obiettiva, argomentata. Quella cioè capace di arricchire il dialogo di cui sta facendo parte.

In genere avviene così e si deve riconoscere che spesso, forse troppo spesso, le parole che si spiccicano dopo un punto interrogativo sono, purtroppo, le prime che vengono in mente, pressati un po’ dal silenzio che rischia di intercorrere tra i due conversanti e che potrebbe essere letto dal richiedente come un’esitazione, un’incertezza e, perciò, nascondente la peggiore delle risposte possibili, quella più scongiurabile.

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