Modi di mescolare

Davide quando faceva il fotografo

La natura è bizzarra. Mescola roba e non è detto che venga fuori sempre lo stesso risultato. Mia madre e mio padre l’han fatto ed io e mio fratello Davide siamo quanto di più agli antipodi possa esserci, il che, probabilmente, ci ha regalato nella vita anche momenti di grande distanza. Figuriamoci nel caso degli altri miei due fratelli, Andrea e Martino, stesso padre e mamme diverse.

Mio fratello Davide mescola roba, un po’ come la natura. Da ragazzino il libretto rosso di Mao, parecchie canne, pagelle disastrose e una gran propensione per le arti figurative. Poi molto glamour, un’infinità di belle donne d’intorno tutte perse di lui e che a me dicevano «Ah, tu sei il fratello di Davide!» facendomi sentire un verme e l’obiettivo di una Nikon F con dentro pellicola Kodak in bianco e nero che faceva miracoli. Con quella è sbarcato a New York e qualche copertina di Vogue è stata sua. Adesso, da una trentina d’anni almeno, mescola carote e sedani, mango e gamberetti o che so io e chi ha la fortuna di assaggiare gode.

Fa lo chef, ma abbandonata la Grande Mela dove ha iniziato il mestiere limitandosi a mettere nel piatto quello che nostra madre ci dava per cena, ha fatto il pirata ai Caraibi nelle paradisiache e fiscalmente paradisiache Isole Vergini Britanniche e lì ha mescolato il peperoncino locale con il cavolo nero che si trova solo da noi o qualche altro ingrediente che essendo fiorentino agli americani in vacanza piace da pazzi.

S’è fatto un nome e a novembre l’hanno invitato nuovamente a New York in un posto che può essere paragonato alla Carnegie Hall per il migliore dei musicisti, a Stoccolma per il più esimio dei fisici o dei paladini della pace, a Holliwood per tutti quelli da cui scaturisce una pellicole cinematografica.

Il suo Pulitzer si chiama James Beard, i soldi di chi mangia vanno in beneficenza e il menù, tralasciando i vini che però sono ottimi e piemontesi, prevede: Guancia di vitello brasata e Johnny Cake, Carne salada di Angus Beef ® dal sapore affumicato con marmellata di cipolline su crostini, Budino di formaggio di capra piccante con gelatina di barbabietola rossa e oro, Foie gras e mostarda di mango su chips di banana verde, “Gotto” di minestra di zucca con spiedino di canna da zucchero e frittella di aragosta. A seguire Ravioli di conchiglia caraibica in salsa al burro di citronella e crescione basilico e limone, Pancetta di maialino del berkshire con ketchup di peperoncino di chipotle e schiuma di zucca arrosto, Tonno in crosta di semi di zucca con puré di zucca speziata al wasabi e manioca fritta, Controfiletto di Angus Beef ® in crosta speziata e pennini di cacao, mango chimichurri, sechio o chayote alla menta, “Uovo al tegamino” di panna cotta, tuorlo di mango con “tritata” di mascarpone e amaretti su cenci.

L’appuntamento è alla James Beard House, Greenwich Village, New York, venerdì 19 novembre.

Molti anni fa con lui devo essere andato a vedere quel film dove qualcuno cantava: «You can get anything you wanti n Alice’s restaurant. Buon appetito.

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