Corrispondente

Se non ricordo male, in Amore in buca non ho dedicato una paginetta a sviscerare una parola che nel contesto avrebbe trovato buon motivo per esserci. Una parola che mi è tornata in mente nel tentativo di etichettare (non ci si lasci ingannare da questo termine apparentemente così sminuente, sul quale tornerò in seguito) quegli “amici” o “amiche” di facebook che più solitamente interagiscono con quanto scrivo.

La parola ora m’è venuta alla mente ed era semplice trovarla, mi domando perché ci sia voluto tanto: corrispondente. Il termine usato nel mondo dei giornali indica una persona che da un determinato posto invia i suoi articoli – che perciò vengono chiamati corrispondenze – relativamente a quello che avviene nella zona in cui egli si trova. Perciò si dice il corrispondente da New York o da Tokyo, o anche solo da Marradi o da Rufina se il baricentro del giornale anziché essere a Roma si trova a Firenze e le pagine in cui il corrispondente scrive non sono quelle degli esteri ma quelle della provincia.

Il corrispondente, però, fuori dalle redazioni, è anche colui, o colei ovviamente se preceduta da la anziché da il, che tiene una corrispondenza con qualcuno per tramite di una lettera, vale a dire un interlocutore che si esprime per mezzo della penna.

I due si corrispondono e qui entra in gioco la magia di tale connubio, perché se entrambi si prendono la briga di mettersi al tavolino, vergare le loro carte, imbustarle, affrancarle e spedirle al reciproco corrispondente, è abbastanza facile presumere che tra i due ci sia una corrispondenza, vale a dire un incastro, una reciprocità, uno scambio.

Il vocabolario infatti ci ha insegnato anche a usare il termine per parlare di corrispondenza di amorosi sensi, perché questi, si dice ma io non ci credo poi tanto, per esser tali devono essere appunto speculari, riflettenti, equi, bilanciati. Quel che uno sente per l’altro, così come nel caso precedente quel che uno scrive all’altro, a quest’ultimo, in qualche maniera, deve corrispondere, trovare una sua aderenza, combaciare.

Ora, naturalmente, il corrispondente di facebook che come ho precisato prima è poi solo un “amico/a” più zelante, assiduo, presente e partecipante, non ha niente a che vedere con gli amorosi sensi anche se un qualche senso e presumibilmente non inimico dev’esserci.

Una parola infine sulla parola etichettare, come promesso. In sé e per sé significa solo apporre un’etichetta, una pecetta, ovvero sia una strisciolina di carta che ricordi a colpo d’occhio cos’abbiamo catalogato o ordinato. Etichettare il più delle volte è una riduzione del contenuto etichettato a una sola parola che ne indichi tutte le doti, perciò è quasi sempre superficiale e impreciso, non rende giustizia e talvolta induce a forza di usarsi al preconcetto e al pregiudizio. Ma ha anche il significato di nominare che è anch’esso un arbitrio e una convenzione, pertanto ingiusta e parziale, ma, se ci si pensa bene, anche divinatoria.

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2 Responses to “Corrispondente”

  1. Iole Troccoli scrive:

    Io l’ho salvato.

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