Ora sì, via Berlusconi

Silvio Berlusconi

Finalmente, dopo mesi e mesi di nauseabondo bunga bunga e chiacchiericci su cui comprensibilmente scandalizzarsi ma poco sostenibili come argomentazione politica, il vero motivo per cui Berlusconi dovrebbe tornarsene a casa, essere immediatamente dimesso. Le dichiarazioni fatte dopo l’incontro con Sarkozy sul nucleare sono esattamente quello che il governante di un paese dove vige il voto popolare non dovrebbe mai fare.

La volontà del popolo in materia di nucleare era già stata espressa. Il ripensamento fastidioso, ma possibile. Correttezza avrebbe voluto che uno dicesse: la penso diversamente, sottopongo la mia idea al vostro giudizio. Invece il raggiro. Pur di non ascoltare la voce del paese – che ipoteticamente avrebbe anche potuto dire ma sì, cambiamo idea, è un rischio che val la pena di correre – ha trovato il sotterfugio. Sotto sotto dice: non voglio fare quello che vogliono gli italiani, devo trovare il modo perché loro facciano quello che voglio io. E ha tirato fuori la storia della paura, della moratoria, dei sondaggi di cui tutti hanno letto.

Questo sì, in una democrazia, è un fatto grave. È un insulto al popolo, a chi vota, a chi lo ha votato: come dirgli sei stupido, io posso dirti quando devi esprimerti, quando la tua coscienza ha raggiunto il mio livello di sopportabilità, quando la mia persuasione è andata a segno. Se esiste un’opposizione a questo si attacchi. Ma stretta stretta.

P.S. È curioso: in molti sospettano che il premier sia impazzito e non domini più completamente le sue facoltà di intendere e di volere. Specularmente è quello che lui pensa dei suoi governati in preda a una crisi di nervi dopo qualche telegiornale finalmente libero di dire che a migliaia di chilometri, in seguito a un terremoto, una centrale nucleare…

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