Addio partigiano

Renato Pozzi

Io non ho rinnovato quest’anno, per ragioni di budget, la tessera dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, alla quale, come scrissi qui, mi sembra doveroso essere iscritti non per tener alti steccati di divisioni o rancori, ma per testimoniare gratitudine a chi ci ha reso liberi e non dimenticare da dove veniamo. Dalla sezione Oltrarno dell’Anpi continuano comunque a mandarmi via e mail aggiornamenti sulle loro iniziative e altre informazioni, ed oggi, purtroppo, me n’è arrivata una che dà notizia della morte di Renato Pozzi, “Rena” che combatté nelle formazioni del comandante Potente sul Pratomagno.

Io lo ricordo come dirigente del Partito comunista, di cui credo sia stato per un certo periodo, responsabile della sanità, essendo lui un medico, che stava al pronto soccorso del San Giovanni di Dio in mezzo alla bolgia. Lì lo incontrai una volta che, come cronista, dovevo chiedergli qualcosa, fra una barella, grida disperate e spruzzi di sangue. Ricordo un viso serio, interrogativo, ma capace di sorrisi, con la sua aria da “scienziato pazzo” e spesso il baschetto sulla testa.

Domani, 3 ottobre 2012 dalle 11 alle  11.30, alle cappelle del commiato di Careggi gli porgono l’ultimo saluto. Non potrò esserci e mi dispiace. Davvero lo conoscevo appena, ma a quegli uomini e a quelle donne credo si debba porgere onore. Io lo faccio invitando a guardare questa pubblicazione dell’Anpi, a guardare negli occhi quegli occhi che ci guardano negli occhi. Tra quei volto c’è anche quello di Renato Pozzi.

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