Vada a bordo!

Mi attengo a quello che leggo sul sito dell’Ansa, l’agenzia di stampa alla quale, pur conoscendo i suoi limiti, riconosco ancora una qualche credibilità ed autorevolezza, non al punto di dire «L’ha detto l’Ansa!», ma insomma.

A quello che leggo in relazione alla “Lectio magistralis” che il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, accusato di essere il responsabile della morte di 30 persone, avrebbe tenuto all’università La Sapienza di Roma nell’ambito del master “Dalla scena del crimine al profiling” organizzato dal professor Vincenzo Mastronardi che ivi insegnerebbe criminologia.

Credo che il fatto sia noto e non sto qui a ricostruirlo essendo disponibili in rete molte informazioni al riguardo. Non faccio cronaca in questo blog, solo opinioni, peraltro spesso molto personali.

E allora tralascio l’indignazione che gronda dalle stesse notizie e ovviamente dai numerosi commenti che le affiancano e le contaminano, in un ibrido ormai divenuto norma.

Quello che a me colpisce è la dichiarazione rilasciata proprio dal professor Mastronardi, il quale, se dio vuole, sarebbe stato deferito dal rettore al Comitato etico d’ateneo per valutare l’episodio ai fini disciplinari.

È convinto di non aver fatto «un errore, ma di essere stato vittima di un accadimento», avrebbe dichiarato il cattedratico poiché «sono stati proprio i legali di Schettino a telefonarmi per chiedermi di essere presenti. Fino all’ultimo mi sono augurato che Schettino non venisse ma quando è arrivato cosa dovevo fare?».

Ecco il domandone che prima di lui si sono posti Nikolaj Gavrilovič Černyševskij e Vladimir Il’ič Ul’janov Lenin, entrambi autori di un volume intitolato Che fare?, un romanzo e un saggio.

«Vada a bordo, cazzo!», tuonò quella tremenda sera il comandante De Falco, ricordandoci non come si fa a fare gli eroi, ma cosa vuol dire fare il proprio dovere, una lezione che credo in pochi abbiano appreso.

Ecco, cazzo!, cosa doveva fare professor Mastronardi: il suo dovere. Avrei preferito che avesse invitato, a quello che lui ha definito, un “evento scientifico”, Moosbrugger o Hannibal Lecter a raccontare agli studenti che cosa vuol dire essere un mostro da prima pagina o un serial killer, o lo stesso Schettino a raccontar cos’è un pusillanime e un cacasotto, ma non come si gestisce una situazione critica in mezzo al panico.

«Sparecchiavo!», confessa con voce nasale la figlia del Conte Mascetti in Amici miei quando si scopre che è rimasta gravida del taurino cuoco della mensa presso la quale presta opera. E dopo di lei è stato un coro di gente che ignorava gli fossero stati intestati prestigiosi attici, non era a conoscenza di cosa fosse finito nel proprio forziere e così via balle su balle e stupori e op perbacco!

Vada in cattedra, professore. Anzi, la abbandoni, come ha fatto Schettino con la nave.

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