Stranieri 3/2: la legislazione

Un mare di vaghe circolari sul lavoro

La legislazione italiana vigente in tema di immigrazione straniera è estremamente carente e vessatoria. La materia è regolamentata da numerose circolari amministrative il cui unico riferimento certo è rappresentato dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1926 L’ottica nella quale si pone tale regolamento è esclusivamente di ordine pubblico: le autorità di Pubblica Sicurezza hanno piena facoltà nel concedere il permesso di soggiorno, nel ritirarlo, nell’espellere il cittadino straniero.

Ad integrazione di questa normativa sono state emesse, sia da parte del Ministero del Lavoro sia da parte del Ministero dell’Interno, una serie impressionante di circolari. Oltre a quelle del marzo e del settembre 1982 emanate dal Ministero del Lavoro (delle quali si parla nella scheda successiva) si rammentano in particolare quella del Ministro del Lavoro del dicembre 1963, «Norme per l’impiego in Italia dei lavoratori subordinati stranieri», e quella del Ministero dell’Interno del gennaio 1979, «Disposizioni di massima sull’ingresso ed il soggiorno degli stranieri in Italia».

Queste circolari hanno introdotto modifiche sostanziali che denotano la mancanza di una precisa politica nei confronti del fenomeno. Le procedure introdotte dagli innumerevoli regolamenti esistenti inoltre sono estremamente complesse, tali in definitiva da costituire un ulteriore elemento di incentivazione alla clandestinità. Nel 1982 il Ministero del Lavoro ha emanato due circolari che affrontano il problema dell’accesso all’impiego dei lavoratori extracomunitari e del rilascio delle autorizzazioni al lavoro a stranieri extracomunitari entrati in Italia entro il 31.12.1981. Si dispone che gli uffici provinciali del lavoro non debbano più dare corso alle domande di autorizzazione al lavoro presentate, in data successiva alla circolare stessa, per l’assunzione di cittadini extra-Cee che si trovino ancora nel paese di origine. In definitiva si pone il blocco al reclutamento della manodopera provenienti da Stati non membri della Comunità. L’Italia, anche se in ritardo, sembra così adeguarsi alla politica degli stop inaugurata dai grandi paesi di immigrazione a partire già dal 1973. Si introduce inoltre la possibilità di regolamentare la situazione dei lavoratori stranieri presenti nel nostro paese entro il 31-12-1981. La sanatoria così disposta per i requisiti richiesti e per le procedure presenti non sembra abbia dato risultati di un certo rilievo. Non vi sono a riguardo dati ufficiali; le organizzazioni sindacali tuttavia, sulla base di indicazioni fornite da fonti ufficiali, ritengono assai poco significativi i risultati raggiunti.

Il 3-9-1982 fu approvato al Senato un disegno di legge che avrebbe dovuto disciplinare l’occupazione in Italia di lavoratori subordinati stranieri extracomunitari». Ma decadde per la fine anticipata della legislatura.

Occorre infine ricordare che recentemente è stata ratificata anche dal nostro paese la Convenzione n. 143 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Nelle due parti in cui essa è divisa si mira a sopprimere da un lato la migrazione clandestina e l’occupazione illegale dei lavoratori migranti, dall’altro a procurare una effettiva uguaglianza di trattamento ed opportunità per ciò che concerne la professione e l’occupazione.

l’Unità, 17 luglio 1985

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